Grumbo è la dashboard di IgniCraft per il monitoraggio del rischio idrogeologico su siti specifici. Non sostituisce i sistemi di allerta nazionali e regionali — li integra con una vista a granularità di sito, pensata per chi deve presidiare un territorio circoscritto: un'area protetta, un tratto di costa, un bacino in dissesto, un'infrastruttura esposta.
In questo articolo vediamo cosa fa, su che dati lavora e che tipo di utenza serve.

Il problema della granularità
I sistemi di allerta meteorologica nazionali e regionali — in Italia, la Protezione Civile emana l'allerta tramite i Centri Funzionali — coprono zone di allerta dell'ordine di centinaia o migliaia di chilometri quadrati. È la scala giusta per attivare le risorse di protezione civile su area vasta, ma è una scala troppo grande per chi deve decidere cosa fare su un singolo sito.
Un'allerta arancione su una provincia non ti dice se il versante che monitori da anni — quello sopra la strada provinciale dove sai che c'è infiltrazione — sarà effettivamente sollecitato nelle prossime 12 ore. Lo stesso vale per un tratto di costa, per un bacino imbrifero di un piccolo torrente urbano, per un fronte di frana attiva.
In Italia, il 93,9% dei comuni è in aree a rischio frane, alluvioni o erosione costiera (Rapporto ISPRA 2021). Su questi territori, autorità di bacino, gestori di infrastrutture, enti gestori di aree protette e compagnie assicurative hanno bisogno di un livello di osservazione sub-comunale, sul singolo sito di interesse, riproducibile nel tempo.
Su questa scala intermedia lavora Grumbo.
Come funziona — il flusso operativo
Per ogni sito monitorato, Grumbo costruisce in continuo un indice di rischio numerico (0–1) basato su quattro categorie di osservazioni pubbliche:
1. Telemetria satellitare dal programma europeo Copernicus. In particolare: - Sentinel-1 (radar SAR, banda C, risoluzione 5–20 m, acquisizioni ogni 6–12 giorni) — usato per rilevare variazioni topografiche e indicatori di instabilità del versante. - Sentinel-2 (sensore ottico multispettrale, risoluzione 10 m) — usato per la copertura del suolo, la vegetazione e la rilevazione di tracce di eventi pregressi. 2. Variabili meteorologiche — pluviometria, temperatura, neve — recuperate da Open-Meteo, che aggrega open data meteorologici con copertura globale gratuita. 3. Caratteristiche del territorio — pendenza, litologia, copertura del suolo — dai dataset pubblici nazionali e dai layer Copernicus Land Monitoring. 4. Storia degli eventi — censimento degli eventi pregressi sul sito o nell'intorno, dove documentato.
L'indice viene aggiornato a ogni nuovo passaggio satellitare significativo e a ogni cambio rilevante delle variabili meteo. Sulla dashboard è esposto come valore numerico e come categoria di stato — Allerta, Attenzione, Sorveglianza, Sicuro — con codifica cromatica coerente.

Cliccando un sito, la vista di dettaglio mostra:
Mappa zoomata sul sito con marker georeferenziato
Anagrafica del sito (denominazione, coordinate, paese, area)
Grafico storico del trend dell'indice negli ultimi 12 mesi
Stato attuale con indicazione del livello di rischio e dei principali driver
Lo storico permette di vedere se la situazione corrente è anomala rispetto al baseline o se rientra nella variabilità stagionale del sito.
I siti che monitoriamo oggi
L'istanza dimostrativa di Grumbo include un set di siti scelti per la loro rilevanza storica e per la varietà di tipologie di evento: dalla Valle dell'Ahr in Germania (alluvione luglio 2021), a Ischia-Casamicciola (frana novembre 2022), a Petropolis in Brasile (frana febbraio 2022), a Uttarakhand in India, alla Costiera Amalfitana, a Mocoa in Colombia, fino a British Columbia e Santa Barbara County per il rischio climatico nordamericano.
La selezione include casi di rischio sia attivo che storico — è importante avere sia siti con eventi recenti documentati sia siti "di controllo" per validare nel tempo che il modello non genera falsi allarmi.
In produzione, la lista dei siti monitorati è interamente configurabile dall'ente che usa la piattaforma: ogni cliente carica i propri punti di interesse — versanti instabili sotto sua giurisdizione, infrastrutture critiche da sorvegliare, aree protette nei loro confini — e Grumbo monitora quelli.
A chi serve — i tre profili di utente
Tre destinatari principali, con bisogni distinti:
Protezione Civile regionale, Autorità di bacino, Agenzie ambientali — usano Grumbo come secondo livello di osservazione, fine-grained, sopra al sistema nazionale di allerta. Quando il Centro Funzionale emette un'allerta arancione su una zona, Grumbo permette di vedere quali siti specifici dentro quella zona stanno effettivamente accumulando indicatori critici, e quali no.
Gestori di infrastrutture esposte (operatori autostradali, gestori ferroviari, distributori di energia con linee aeree, gestori di acquedotti su versante) — monitorano in continuo i tratti vulnerabili della propria rete. La granularità di sito permette di pre-allertare squadre operative solo sui tratti che effettivamente stanno mostrando segnali, evitando di mobilitare l'intera rete a ogni allerta meteo.
Stakeholder assicurativi e finanziari (compagnie assicurative ramo danni, gestori di portafogli infrastrutture, fondi catastrofali) — usano l'indice come proxy oggettivo del rischio sui propri portafogli geografici. La copertura assicurativa contro eventi catastrofali è ancora limitata in Italia (~6% delle abitazioni, fonte: stima ANIA), e parte della spinta a estenderla passa dalla disponibilità di indicatori di rischio replicabili a livello di sito.
Cosa non fa (deliberatamente)
Grumbo non sostituisce il sistema di allerta della Protezione Civile. Non sostituisce un sopralluogo geologico. Non emette ordinanze. Non sostituisce il giudizio di un tecnico che conosce il versante da anni.
È uno strumento di osservazione che restituisce un valore numerico aggiornato in continuo, con il grafico storico che lo accompagna, esattamente sul sito che chi lo presidia ha definito come critico. Quel valore va letto, contestualizzato, e — quando supera soglie definite — innesca il workflow operativo che l'ente già ha.
Il salto qualitativo non sta nell'avere "il dato satellitare". Sta nell'avere quel dato già integrato con il meteo e con la storia del sito, presentato in forma operativa al funzionario che presidia il territorio alle 4 di mattina — non a un analista in laboratorio.
Lo stato attuale
Grumbo è in fase di rifinitura pre-pilota. Il modello di monitoraggio è in produzione su un set chiuso di siti dimostrativi; la piattaforma è disponibile su richiesta per enti che vogliano valutarne l'utilizzo sulla propria area di competenza, con onboarding di siti dedicati e periodo di osservazione condiviso.
Stiamo cercando partner operativi tra: Protezione Civile regionali, autorità di bacino distrettuali, agenzie ambientali, gestori di reti infrastrutturali esposte. Se ti riconosci in uno di questi profili e l'argomento è di interesse, scrivici.
