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Open data stradali in Italia: tre fonti, tre licenze, tre vincoli operativi che ogni Comune dovrebbe conoscere

Catasto strade, OpenStreetMap, Copernicus Sentinel: chi pianifica le opere pubbliche in un Comune italiano lavora su tre filiere di dati con licenze diverse. Confonderle costa — in giudizio, in audit PNRR, in pubblicazione open data.

Open data stradali in Italia: tre fonti, tre licenze, tre vincoli operativi che ogni Comune dovrebbe conoscere

Un tecnico di un Comune italiano che vuole costruire — o aggiornare — il piano triennale delle opere pubbliche relativo alla viabilità si trova davanti a una scelta che raramente viene esplicitata: su quali dati si poggia la programmazione?

Le risposte possibili sono tre, e corrispondono a tre filiere distinte con tre licenze diverse e tre vincoli operativi diversi: (1) dati propri del Comune — catasto strade, dove esiste; (2) dati nazionali ed europei a copertura sistematica — Sentinel/Copernicus, ISPRA, IGM; (3) dati di community a partecipazione volontaria — OpenStreetMap.

Le tre si possono combinare, ma vanno tenute concettualmente separate. Il momento in cui si confondono — tipicamente quando il Comune pubblica un dataset derivato come "open data" del proprio portale — è anche il momento in cui possono nascere problemi di compliance.

Filiera 1: il catasto strade comunale (quando esiste)

Il Codice della Strada — D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Normattiva) all'art. 13, comma 6 impone agli enti proprietari di strade — Stato, Regioni, Province, Comuni — di istituire e aggiornare periodicamente un "catasto delle strade". Il Regolamento di esecuzione, D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 (Normattiva), agli artt. 45 e ss. specifica i contenuti minimi: caratteristiche geometriche, pavimentazione, stato di conservazione, traffico, segnaletica, illuminazione. Il Decreto Ministero LL.PP. 1° giugno 2001 ha disciplinato modalità di istituzione e aggiornamento, fissando la scadenza operativa al 2001.

Stato dell'arte, venticinque anni dopo: il catasto strade esiste in forma completa e aggiornata solo in una minoranza di amministrazioni. Quando esiste è il dato più ricco a disposizione del tecnico — contiene informazioni che nessuna fonte esterna può fornire (anno ultimo intervento, fornitore della posa, contratto di manutenzione, segnalazioni storiche). L'ente ne ha pieno titolo di proprietà e può determinare la licenza di pubblicazione liberamente.

Licenza tipica: se il Comune lo pubblica come open data, le linee guida AGID raccomandano in via prioritaria licenze internazionali standard, in particolare Creative Commons Attribution 4.0 (CC-BY 4.0) per i dati e CC0 per gli elementi rilasciati in pubblico dominio. L'Italian Open Data License v2.0 (IODL 2.0), su dati.gov.it, è una licenza italiana storicamente usata dalla PA, compatibile con CC-BY 4.0. Il quadro normativo di riferimento è il D.Lgs. 24 gennaio 2006, n. 36 (Normattiva) — attuazione della Direttiva 2003/98/CE — sostituito dal D.Lgs. 8 novembre 2021, n. 200 (Normattiva) che recepisce la Direttiva (UE) 2019/1024.

Vincolo operativo principale: l'unico dato che il Comune può pubblicare in totale libertà di scelta licenziataria è il dato che ha prodotto autonomamente, senza derivarlo da database esterni con licenze share-alike. Sembra ovvio ma è il punto in cui molti enti incappano quando integrano dati OSM nel proprio catasto e poi ripubblicano il risultato — vedi sotto.

Quando il catasto non esiste, il tecnico ha due alternative: ricostruirlo con un censimento sistematico interno (costoso, raramente fattibile in tempi compatibili con un ciclo di programmazione), oppure costruire un proxy operativo a partire dalle altre due filiere.

Filiera 2: OpenStreetMap — la rete viaria di community

OpenStreetMap è il database geografico collaborativo più esteso al mondo, alimentato da volontari, da enti locali che donano dati al progetto e da aziende che mappano per scopi operativi e ridonano. Per la rete stradale italiana la copertura è sostanzialmente completa: tutte le strade transitabili sono classificate per tipologia (highway=motorway, primary, secondary, tertiary, residential, etc.), con attributi che includono senso di marcia, marciapiede, numero di corsie, limite di velocità dove dichiarato, classificazione amministrativa (SS/SP/SC). La qualità è più alta in area urbana, più rada sulle strade secondarie rurali — ma per la maggior parte dei Comuni italiani la rete OSM è una base più ricca di qualsiasi shapefile interno disponibile.

Licenza: OpenStreetMap è distribuito sotto Open Database License (ODbL) versione 1.0, di Open Data Commons. Testo: opendatacommons.org/licenses/odbl/1-0/; riepilogo OSM: openstreetmap.org/copyright. ODbL è specificamente progettata per database e ha una logica diversa dalle licenze per opere creative singole (CC-BY, CC-BY-SA). I punti chiave sono quattro.

Attribuzione obbligatoria. Ogni uso di dati OSM richiede l'indicazione esplicita "© OpenStreetMap contributors", visibile all'utente finale: nell'angolo della mappa in una dashboard, in piè di pagina in un PDF, nei metadati di un dataset pubblicato.

Uso commerciale permesso. ODbL non vieta usi commerciali. Un'azienda o una PA possono basare un servizio a pagamento su dati OSM senza autorizzazione aggiuntiva. Punto che spesso confonde, perché alcuni dipendenti pubblici associano "open data" a "uso non commerciale" per analogia errata con le Creative Commons NC.

Distinzione fondamentale tra "Derivative Database" e "Produced Work". Un *Derivative Database* è un database che incorpora dati OSM modificati o estratti — esempio: il Comune importa la rete OSM, aggiunge i propri attributi (anno ultimo intervento, segnalazioni, fornitore) e ottiene un database stradale comunale arricchito. Una *Produced Work* è un prodotto generato a partire dal database — una mappa renderizzata, un PDF di sintesi, un report, una visualizzazione web. Non è un database e ha vincoli diversi.

Clausola share-alike sul database derivato. Se il Comune crea un Derivative Database e lo distribuisce — anche pubblicandolo nel proprio portale open data — deve farlo sotto la stessa licenza ODbL. Non può convertirlo in CC-BY 4.0, IODL 2.0, CC0 o altra licenza che ne riduca i vincoli a valle. È il punto operativamente più frainteso. Un Comune che pubblica nel proprio portale open data uno shapefile della "rete stradale comunale aggiornata 2026" che incorpora la geometria OSM, etichettandolo come "CC-BY 4.0" o "IODL 2.0" perché è la licenza di default del portale, sta violando ODbL.

La regola pratica: se il dataset stradale contiene geometrie derivate da OSM, va pubblicato sotto ODbL 1.0. In alternativa, il Comune tiene il Derivative Database per uso interno e pubblica solo Produced Works (mappe, PDF, dashboard), che non sono soggette allo share-alike ma richiedono comunque l'attribuzione.

Filiera 3: Copernicus e Sentinel — i dati satellitari europei

Il programma Copernicus è il sistema europeo di osservazione della Terra gestito dalla Commissione Europea con l'Agenzia Spaziale Europea. La flotta di satelliti Sentinel produce dati raster e radar che coprono sistematicamente l'intero pianeta con rivisita di pochi giorni. Per chi lavora sulla viabilità il satellite più rilevante è Sentinel-1 — radar ad apertura sintetica (SAR) in banda C, rivisita 6-12 giorni, acquisisce anche con copertura nuvolosa e di notte. L'interferometria SAR (InSAR) sulle serie storiche misura spostamenti del terreno con precisione millimetrica: cedimenti progressivi, deformazioni di rilevati, instabilità del versante sottostante — il classico precursore di una buca strutturale o di un cedimento di scarpata. Sentinel-2, ottico multispettrale, è utile per monitorare l'uso del suolo intorno alla rete.

Licenza: i dati Copernicus sono pubblicati sotto la Copernicus Data and Information Policy, definita dal Regolamento (UE) n. 377/2014 (istitutivo del programma) e aggiornata dal Regolamento (UE) 2021/696 che istituisce il Programma spaziale dell'Unione. La policy è su copernicus.eu/en/access-data/copyright-and-licences. Tre principi operativi.

Accesso libero e gratuito. Punto di accesso ufficiale: Copernicus Data Space Ecosystem (dataspace.copernicus.eu), che ha sostituito il vecchio Open Access Hub. Registrazione gratuita, API documentate, nessun vincolo di volume oltre i limiti tecnici.

Uso commerciale permesso, senza clausole share-alike. Pubblici e privati possono sviluppare prodotti e servizi a pagamento basati su dati Copernicus senza autorizzazione, senza royalty, senza l'obbligo di ridistribuire i derivati sotto la stessa licenza. Differenza sostanziale rispetto a ODbL: i dataset derivati possono essere ridistribuiti sotto qualsiasi licenza scelga il produttore, incluse licenze chiuse o proprietarie.

Attribuzione obbligatoria. Formulazione raccomandata: *"Contiene dati Copernicus modificati [anno]"* (in inglese: *"Contains modified Copernicus [Sentinel] data [year]"*). Va inclusa in ogni prodotto distribuito che incorpori dati Copernicus, anche trasformati.

Vincolo operativo principale: Copernicus è la fonte che dà alla PA il maggior margine di libertà a valle. Si può integrare serie Sentinel-1 nel proprio sistema, generare prodotti derivati (mappe di subsidenza, indici di deformazione del rilevato), e ridistribuirli sotto la licenza che si preferisce — purché si citi la fonte. Nessuna propagazione di vincoli come in ODbL.

Tre filiere combinate: come si compongono in pratica

Il caso d'uso operativo tipico combina le tre filiere così:

  • OSM fornisce la geometria della rete — tratti, topologia, classificazione amministrativa. È la spina dorsale geografica.

  • Copernicus fornisce i fattori dinamici — deformazioni via InSAR, precipitazioni di area vasta (Copernicus Climate Change Service), eventi estremi (Emergency Management Service).

  • Dati italiani di contesto (ISPRA, Protezione Civile, ANSFISA per i ponti, PAI delle Autorità di Bacino) integrano aree a rischio idrogeologico, classi di attenzione dei ponti, eventi pregressi.

La domanda operativa per chi gestisce il sistema è: qual è il pezzo del prodotto finale soggetto allo share-alike di ODbL? La risposta dipende da cosa esce dal sistema:

  • *Mappe, report, PDF, dashboard interattive* → Produced Works. Richiedono attribuzione OSM e Copernicus, ma non sono soggette allo share-alike ODbL.

  • *Shapefile, GeoJSON, dataset tabellare scaricabile contenente la geometria OSM con attributi aggiunti* → Derivative Database. Se distribuito a terzi va sotto ODbL 1.0. Se resta interno all'ente non c'è obbligo, ma se diventa pubblico la licenza è vincolata.

Non è un dettaglio formale: è la differenza tra una pubblicazione open data conforme e una che viola la licenza di OSM — contestabile formalmente dall'OpenStreetMap Foundation in caso di segnalazione.

La tabella da tenere in ufficio

Per il tecnico comunale o provinciale che lavora alla programmazione, le informazioni essenziali sono sintetizzabili in una tabella di tre righe.

| Filiera | Esempio di dato | Licenza | Attribuzione | Share-alike sul derivato | Uso commerciale | |---|---|---|---|---|---| | Catasto strade comunale (dato proprio) | Anno ultimo intervento, fornitore, segnalazioni | A scelta dell'ente (CC-BY 4.0, IODL 2.0, CC0 raccomandate da AGID) | Secondo licenza scelta | No — l'ente sceglie | Sì | | OpenStreetMap | Geometria della rete, classificazione, attributi base | ODbL 1.0 | "© OpenStreetMap contributors" obbligatoria | Sì sul Derivative Database, no sulle Produced Works | Sì | | Copernicus / Sentinel | Deformazioni InSAR, immagini ottiche, dati climatici | Copernicus Data and Information Policy (Reg. UE 377/2014 + Reg. UE 2021/696) | "Contiene dati Copernicus modificati [anno]" obbligatoria | No | Sì |

Tre righe. Tre licenze diverse. Tre vincoli operativi diversi.

Il quadro normativo italiano di pubblicazione open data

Quando il Comune pubblica dataset sul proprio portale o sul portale nazionale dati.gov.it, opera in un quadro normativo specifico.

Il D.Lgs. 24 gennaio 2006, n. 36 ha recepito la Direttiva 2003/98/CE sul riutilizzo dell'informazione del settore pubblico. Il D.Lgs. 8 novembre 2021, n. 200 — che recepisce la Direttiva (UE) 2019/1024 — ha aggiornato il quadro introducendo la categoria dei "dataset di elevato valore" (high-value datasets) che le PA devono rendere disponibili in formati standardizzati e con licenze permissive: geospaziali, mobilità, statistici, ambientali, meteorologici, osservazione della Terra. La rete stradale comunale rientra nelle categorie geospaziali e di mobilità.

Le Linee Guida AGID per gli open data consolidano gli aspetti pratici: formati raccomandati (CSV, GeoJSON, RDF, JSON), metadati conformi a DCAT-AP_IT, licenze prioritarie (CC-BY 4.0, CC0 o IODL 2.0).

Il Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD), D.Lgs. 82/2005 (Normattiva) agli artt. 50 e ss. definisce il principio "open by default" per i dati delle PA — sono open data salvo limitazioni esplicite di legge — e all'art. 52 disciplina accesso telematico e condizioni di riutilizzo.

L'intersezione con la licenza di una fonte esterna come ODbL è il punto critico discusso sopra: la PA non può pubblicare come open data nazionale (CC-BY 4.0 / IODL) un dataset soggetto a share-alike ODbL. Deve scegliere: pubblicare il Derivative Database sotto ODbL, o pubblicare solo Produced Works derivate.

Cosa fa ROADS — e cosa non fa

ROADS — la dashboard di sorveglianza del manto stradale sviluppata da IgniCraft per Comuni e Province — opera all'intersezione delle tre filiere. Chi la usa deve avere chiaro come si compongono i dati e dove cadono i vincoli di licenza.

La rete viaria di base arriva da OpenStreetMap, con attribuzione "© OpenStreetMap contributors" in ogni mappa interattiva e in ogni export cartografico. I fattori dinamici di rischio integrano dati Copernicus (serie Sentinel-1 per la deformazione, dati climatici per gli indicatori meteorologici), con attribuzione Copernicus in ogni export — è la libertà a valle di Copernicus a permetterci di offrire ROADS come servizio SaaS. I dati italiani di contesto (PAI ISPRA, ANSFISA dove disponibile) sono integrati nel rispetto delle rispettive licenze (IODL 2.0 per la maggior parte di ISPRA). I dati propri del Comune cliente — catasto strade quando esiste, segnalazioni interne, storico interventi — restano di proprietà del Comune; la licenza di pubblicazione di un eventuale derivato è scelta dell'ente, non di ROADS.

Cosa ROADS non fa, deliberatamente: non risolve la mancanza del catasto strade obbligatorio dal 2001. Lo aggira come strumento operativo, fornendo un sistema di programmazione utilizzabile anche in assenza di catasto strutturato. Ma il catasto resta un obbligo normativo non assolto. Per un ente che si prende sul serio l'allineamento normativo, chiudere il catasto resta una priorità — anche se nel frattempo si lavora con un sistema di supporto. ROADS è progettato per facilitare quella chiusura nel tempo: ogni informazione raccolta (interventi registrati, segnalazioni gestite, classificazioni di priorità documentate) può confluire nel catasto strutturato quando l'ente decide di completarlo.

Tre regole da appendere in ufficio

Regola 1 — Cita sempre. Ogni mappa, report, PDF o dashboard che usa OSM riporta "© OpenStreetMap contributors". Ogni prodotto che integra Sentinel/Copernicus riporta "Contiene dati Copernicus modificati [anno]". Le attribuzioni vanno in piè di pagina o nei metadati, non sono opzionali, e in pubblicazione open data anche nei metadati DCAT-AP_IT del dataset.

Regola 2 — Distingui database e prodotto. Mappa, report, PDF, pagina web → Produced Work, vincoli leggeri. Shapefile, GeoJSON scaricabile, dataset tabellare con geometria derivata da OSM → Derivative Database, va sotto ODbL se contiene dati OSM.

Regola 3 — Apri se la licenza permette, chiudi se non sei sicuro. Il principio "open by default" del CAD (art. 50) non sovrascrive le licenze di terzi. Se il dataset deriva da fonti share-alike, due opzioni: pubblicarlo sotto la licenza che si propaga, oppure non pubblicare il database e diffondere solo le Produced Works. Quando non sei sicuro, lascia il dataset interno e chiedi conferma all'ufficio legale prima di esporlo.

Il quadro è meno complicato di quanto sembri, ma richiede di non confondere le filiere. Confonderle è il modo più diffuso con cui i Comuni italiani virtuosi sull'open data finiscono per pubblicare dataset non conformi alla fonte originaria — non un dramma giuridico, ma uno sfregio di credibilità tecnica evitabile con due righe in più nei metadati.


Se la tua amministrazione sta valutando come integrare dati OSM, dati Copernicus e dati propri in un sistema di gestione della rete stradale — oppure se sta lavorando a una pubblicazione open data dei propri dataset stradali e vuole una verifica di conformità sulle licenze — puoi scriverci da ignicraft.com/contatti. Per provare ROADS in modalità ospite (senza registrazione) su qualsiasi Comune italiano: roads.ignicraft.com.

Fonti

1. D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 — Codice della Strada, art. 13 c. 6 (obbligo catasto strade). Testo su Normattiva 2. D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 — Regolamento di esecuzione del Codice della Strada, art. 45 e ss. (contenuti del catasto strade). Testo su Normattiva 3. Decreto Ministero LL.PP. 1° giugno 2001 — Modalità di istituzione e aggiornamento del catasto delle strade. Cit. su Gazzetta Ufficiale 4. D.Lgs. 24 gennaio 2006, n. 36 — Attuazione Direttiva 2003/98/CE sul riutilizzo dell'informazione del settore pubblico. Testo su Normattiva 5. D.Lgs. 8 novembre 2021, n. 200 — Recepimento Direttiva (UE) 2019/1024 sui dati aperti e riutilizzo dell'informazione del settore pubblico. Testo su Normattiva 6. D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82 — Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD), artt. 50–52. Testo su Normattiva 7. Direttiva (UE) 2019/1024 — Dati aperti e riutilizzo dell'informazione del settore pubblico. Testo su EUR-Lex 8. OpenStreetMap — copyright e licenza ODbL. Pagina ufficiale: openstreetmap.org/copyright. Licenza completa: opendatacommons.org/licenses/odbl/1-0/ 9. Copernicus Data and Information Policy — fondamento giuridico nei Regolamenti (UE) 377/2014 e (UE) 2021/696. Pagina ufficiale: copernicus.eu/en/access-data/copyright-and-licences. Punto di accesso ai dati: Copernicus Data Space Ecosystem 10. Regolamento (UE) 2021/696 — Programma spaziale dell'Unione e Agenzia dell'Unione europea per il programma spaziale. Testo su EUR-Lex 11. AGID — Linee Guida open data. agid.gov.it/it/dati/open-data 12. dati.gov.it — Portale nazionale dei dati aperti. Italian Open Data License v2.0: dati.gov.it/content/italian-open-data-license-v20. Profilo DCAT-AP_IT: dati.gov.it/content/dcat-ap-it 13. Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0). creativecommons.org/licenses/by/4.0/ 14. ISPRA — IdroGEO, piattaforma rischio idrogeologico. idrogeo.isprambiente.it


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Un tecnico comunale che pianifica la viabilità lavora — quasi sempre senza saperlo esplicitamente — su tre filiere di dati diverse, con tre licenze diverse, e tre vincoli operativi diversi.

1️⃣ Catasto strade comunale (quando esiste). Obbligatorio per legge dal 2001 — art. 13 c.6 D.Lgs. 285/1992 — e nella maggioranza dei Comuni italiani semplicemente non c'è in forma completa. Quando c'è, la licenza di pubblicazione la sceglie l'ente: CC-BY 4.0, IODL 2.0, CC0 sono le opzioni raccomandate da AGID.

2️⃣ OpenStreetMap. La rete stradale italiana c'è quasi tutta. Licenza: ODbL 1.0. Tre punti che molti enti sbagliano: — attribuzione "© OpenStreetMap contributors" sempre obbligatoria; — uso commerciale permesso (no, "open data" ≠ "non commerciale"); — share-alike sul Database Derivato. Se un Comune importa OSM, ci aggiunge attributi propri e ripubblica lo shapefile come open data del proprio portale sotto licenza CC-BY o IODL, sta violando ODbL. La licenza si propaga al derivato.

3️⃣ Copernicus / Sentinel. Dati open, licenza Copernicus Data and Information Policy (Reg. UE 377/2014 + 2021/696). Uso commerciale permesso, NESSUNO share-alike sui prodotti derivati, attribuzione obbligatoria ("Contiene dati Copernicus modificati [anno]"). È la fonte che lascia il margine più ampio a valle.

La regola operativa è una sola: distinguere "Derivative Database" da "Produced Work".

— Mappe, PDF, report, dashboard → Produced Work. Vincoli leggeri, basta l'attribuzione. — Shapefile, GeoJSON scaricabile, dataset tabellare con la geometria OSM → Derivative Database. Se lo pubblichi va sotto ODbL.

Questa distinzione è il punto in cui la maggior parte delle pubblicazioni open data dei Comuni italiani diventa non conforme — non per malafede, ma perché il portale di default applica una licenza generica (tipicamente CC-BY o IODL) a tutti i dataset senza verificare la fonte.

ROADS — la dashboard di sorveglianza stradale che sviluppiamo per Comuni e Province — combina tutte e tre le filiere. Lavoriamo apertamente con questi vincoli, perché non rispettarli non è una questione di compliance teorica: è il modo più rapido per perdere credibilità tecnica.

Non risolviamo l'assenza del catasto strade, che resta un obbligo non assolto della maggior parte dei Comuni italiani. Lo aggiriamo come strumento operativo. Ma il catasto strade resta da chiudere per chi si prende sul serio l'allineamento normativo.

Articolo completo con tabella delle licenze e quadro normativo italiano (D.Lgs. 36/2006 + D.Lgs. 200/2021 + CAD art. 50–52): 👉 https://www.ignicraft.com/it/giornale/open-data-stradali-italia-osm-catasto-sentinel-vincoli

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