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L'indice di rischio Grumbo, riga per riga: cosa entra in un punteggio da 0 a 1

L'indice di rischio 0-1 di Grumbo non e' un oracolo: e' una sintesi numerica ripetibile di dati satellitari, meteo e territorio. Apriamo la scatola e mostriamo cosa entra in ciascun punteggio, con quali pesi e con quali limiti dichiarati.

L'indice di rischio Grumbo, riga per riga: cosa entra in un punteggio da 0 a 1

Grumbo restituisce per ogni sito monitorato un numero compreso tra 0 e 1 e una banda di stato — Allerta, Attenzione, Sorveglianza, Sicuro. E' la cifra piu' visibile dell'interfaccia ed e' inevitabile che venga letta come "il rischio del sito". Non lo e'. E' una sintesi numerica ripetibile di dati pubblici aggregati con criterio, esposta nella forma che serve a un funzionario per decidere se quel sito merita attenzione operativa nelle prossime ore.

In questo articolo apriamo la scatola. Lo facciamo nello stesso modo in cui abbiamo descritto i sei fattori di ROADS — per categoria, con esempi di cosa porta un sito da una banda all'altra, e con un elenco esplicito di cosa l'indice non misura.

Dashboard principale di Grumbo: sidebar a sinistra con sezioni Monitoraggio / Analisi / Sistema, lista centrale dei siti monitorati con indice di rischio numerico 0-1 e badge colorati per stato (Allerta rosso, Attenzione arancio, Sorveglianza giallo, Sicuro verde), mappa interattiva mondiale sulla destra con marcatori georeferenziati

Perche' un solo numero, e non venti

Una piattaforma di osservazione satellitare ha sotto al cofano decine di variabili: serie InSAR di spostamento millimetrico, indici di vegetazione, pluviometria cumulata a 24/48/72 ore, soglie di ritorno locali, pendenza del versante, copertura del suolo. Esporle tutte sulla dashboard sarebbe onesto ma inutilizzabile per chi sta presidiando un territorio alle 4 di mattina.

L'indice 0-1 esiste per due ragioni operative, non per ragioni di marketing:

1. Comparabilita' nel tempo sullo stesso sito. Lo stesso sito misurato a luglio e a novembre restituisce due numeri che si possono mettere a confronto direttamente. Un funzionario di Protezione Civile o di un'Autorita' di bacino vuole sapere se la situazione attuale e' anomala rispetto alla baseline del sito, non solo se "ci sono indicatori critici" — categoria che e' sempre vera su qualunque sito a rischio. 2. Soglie operative replicabili. L'indice porta naturalmente a definire soglie — 0.65, 0.80, 0.90 — che innescano il workflow operativo che l'ente gia' ha. Senza un valore unico, ogni allerta diventerebbe una conversazione tecnica caso per caso, che e' esattamente cio' che la routine non permette.

La controindicazione e' nota e la dichiariamo: schiacciare un sistema multivariato in un singolo numero perde informazione. Per questo motivo, sulla scheda di dettaglio del sito Grumbo espone anche i principali driver del punteggio corrente — quale categoria pesa di piu', quale e' in tendenza al rialzo — e non solo il valore aggregato.

Le quattro categorie che entrano nel punteggio

L'indice e' una combinazione pesata di osservazioni che ricadono in quattro categorie, ciascuna con fonti pubbliche dichiarate. La pesatura non e' uniforme tra siti: una zona soggetta a frane su versante argilloso non ha la stessa firma di una zona alluvionale di pianura, e i pesi vengono calibrati sul singolo sito durante l'onboarding.

1. Telemetria satellitare — Sentinel-1 e Sentinel-2

Le missioni Sentinel-1 e Sentinel-2 del programma europeo Copernicus sono la spina dorsale dell'osservazione satellitare di Grumbo. Sono dati aperti, gratuiti, con copertura globale.

Sentinel-1 e' il radar SAR in banda C. Acquisisce immagini ogni 6-12 giorni sulle stesse coordinate, a seconda della latitudine e della geometria d'orbita disponibile sul sito. Per Grumbo serve a due scopi: misurare gli spostamenti del versante su scala millimetrica con tecniche interferometriche (PSI/InSAR), e produrre indicatori di umidita' del suolo che precedono molti eventi alluvionali. Per le aree europee, il dataset di riferimento e' lo European Ground Motion Service di Copernicus Land, che pubblica le serie storiche di deformazione gia' processate sui paesi EEA.

Sentinel-2 e' il sensore ottico multispettrale, risoluzione 10 m sulle bande visibili, rivisita 5 giorni sulla costellazione. Per Grumbo serve a tracciare i cambi di copertura del suolo — cicatrici di frana recenti, perdita di vegetazione su un versante, modifiche di alveo dopo un evento — e a verificare ex-post le segnalazioni del modello su evidenza fotografica indipendente.

Il limite operativo principale della categoria satellitare e' la discontinuita' della copertura. In aree equatoriali o con geometrie d'orbita sfavorevoli, possono passare piu' di sette giorni tra due acquisizioni utili — sufficiente perche' un evento a innesco rapido si sviluppi e si manifesti nell'intervallo cieco. Questo limite e' strutturale della fonte, non del modello, ed e' la principale causa documentata dei falsi negativi nella dashboard pubblica /eventi-verificati.

2. Variabili meteorologiche — Open-Meteo

La categoria meteo entra nel punteggio con la pluviometria cumulata su finestre brevi (6 h, 24 h, 72 h), la pioggia confrontata con le soglie di ritorno locali, la neve al suolo dove rilevante, e la temperatura. I dati vengono recuperati da Open-Meteo, aggregatore di open data meteorologici con copertura globale, gratuiti per uso non commerciale.

La pioggia entra nel calcolo in due modi non equivalenti:

  • Pioggia trigger — l'evento precipitativo a breve termine che puo' innescare la rottura. Sulle frane su versante argilloso, soglie dell'ordine di 100-150 mm in 24 ore con saturazione pre-esistente sono storicamente associate ad attivazione di movimento. Su flash flood urbani, le soglie operative sono molto piu' basse — 30-50 mm in un'ora possono bastare se la rete di drenaggio e' satura.

  • Pioggia di precondizionamento — l'accumulato sui 30-90 giorni precedenti, che determina lo stato idrico del suolo prima dell'evento trigger. Un versante che ha gia' assorbito 400 mm nei tre mesi precedenti reagisce in modo diverso allo stesso evento trigger rispetto a uno arrivato secco all'evento.

Il punteggio della categoria meteo non e' un trigger semplice "supera la soglia, alza la bandiera". E' una valutazione composta che tiene conto della storia recente del sito e della sua stagionalita' documentata, perche' lo stesso accumulato di pioggia ha significati diversi a luglio in Sicilia o a marzo in Appennino centrale.

3. Caratteristiche del territorio — Copernicus Land + dataset nazionali

Le proprieta' statiche del sito — pendenza, esposizione del versante, litologia, copertura del suolo, presenza di corsi d'acqua, antropizzazione — definiscono la suscettibilita' di base. Sono dati che cambiano poco nel tempo e che vengono caricati durante l'onboarding del sito, con aggiornamento semestrale.

Le fonti principali sono i layer Copernicus Land Monitoring Service — Corine Land Cover per la copertura del suolo, EU-DEM per il modello altimetrico — integrati per i siti italiani con le carte tematiche regionali e con l'inventario IFFI di ISPRA, che censisce i fenomeni franosi documentati storicamente sul territorio nazionale.

La categoria territorio non genera mai da sola un'allerta: un versante in pendice non e' un'allerta — e' una predisposizione. Diventa rilevante quando si combina con segnali di pioggia trigger e con indicatori di deformazione recenti. Sulla scheda del sito, il peso della categoria territorio si vede come un "fondo" costante che alza la baseline del sito rispetto a un'area di pianura priva di predisposizione strutturale.

4. Storia degli eventi — dataset chiusi del sito

Ogni sito monitorato porta con se' una storia documentata: eventi pregressi sul sito o nell'intorno prossimo, segnalazioni dell'ente gestore, sopralluoghi geologici, monitoraggi in sito (estensimetri, inclinometri) quando disponibili. Per i siti dimostrativi della piattaforma — Valle dell'Ahr, Ischia-Casamicciola, Mocoa, Petropolis — la storia e' costruita su fonti pubbliche e su letteratura scientifica indicizzata. Per i siti di un cliente operativo, la storia viene caricata in fase di onboarding e include dati riservati dell'ente.

La storia entra nell'indice come moltiplicatore di confidenza: un sito con tre eventi documentati negli ultimi vent'anni e segnali satellitari deboli pesa diversamente da un sito senza storia documentata con gli stessi segnali deboli. Il modello in entrambi i casi alza un'asticella, ma la soglia di trasformazione in allerta operativa e' diversa.

Come si traduce in stato — soglie e bande

L'indice 0-1 e' tradotto in quattro bande di stato che innescano workflow operativi diversi nell'ente che usa la piattaforma:

| Banda | Indice indicativo | Significato operativo | |---|---|---| | Sicuro | 0.00 - 0.35 | Sito stabile, nessuna anomalia attiva. Monitoraggio standard. | | Sorveglianza | 0.35 - 0.65 | Indicatori sopra baseline ma non critici. Frequenza di check raccomandata aumentata. | | Attenzione | 0.65 - 0.85 | Segnali concordanti su due o piu' categorie. Notifica al referente del sito, valutazione di pre-allerta. | | Allerta | 0.85 - 1.00 | Concordanza forte tra categorie, contesto trigger attivo. Innesco del workflow operativo formale. |

Le soglie sono indicative e vengono ricalibrate sito per sito sulla baseline storica del sito stesso. Un sito con baseline tipica a 0.50 non puo' usare la stessa soglia di un sito con baseline a 0.15: la prima eccezione gravitazionale sarebbe un'allerta continua, la seconda non scatterebbe mai.

Vista di dettaglio per un singolo sito monitorato (Valle dell'Ahr): mappa zoomata sul territorio, scheda informativa con stato attivo, coordinate, paese, indicatori chiave (latitudine, longitudine), grafico storico del trend dell'indice di rischio negli ultimi 12 mesi con max/min visibili e linea di tendenza

Il grafico storico nella scheda di dettaglio del sito mostra l'andamento dell'indice negli ultimi 12 mesi. Quel grafico e' il motivo per cui esiste un indice unico: rende immediato vedere se il valore corrente e' anomalo rispetto al pattern stagionale del sito o se rientra nella normalita'. Senza serie storica, un singolo numero — anche corretto — sarebbe rumore.

Frequenza di aggiornamento — quanto vecchio e' il dato che vedi

Una piattaforma di osservazione e' utile se il dato sul cruscotto rispecchia la realta' al momento in cui qualcuno la consulta. Per ogni categoria di input, la latenza tipica e':

  • Sentinel-1 (deformazione, umidita' suolo) — nuova acquisizione ogni 6-12 giorni a seconda del sito. Il dato disponibile sulla dashboard rispecchia l'ultimo passaggio elaborato; nei casi di geometria d'orbita sfavorevole, possono trascorrere fino a una settimana abbondante tra due aggiornamenti utili.

  • Sentinel-2 (copertura, vegetazione, evidenze post-evento) — rivisita 5 giorni sulla costellazione, ma in zone con nuvolosita' persistente il dato utile arriva piu' tardi (l'ottico non vede attraverso le nuvole).

  • Meteo (Open-Meteo) — ciclo orario per le grandezze attuali e a finestra breve, giornaliero per gli accumulati e i forecast. E' la categoria con la latenza piu' bassa ed e' quella che muove l'indice piu' velocemente quando un evento si sviluppa.

  • Territorio — dati statici, ricaricati ogni sei mesi salvo modifiche straordinarie (frana che ha cambiato la geometria del versante, alluvione che ha modificato l'alveo).

  • Storia eventi — aggiornata in continuo quando un nuovo evento documentato viene registrato. La validazione post-operativa che alimenta la dashboard /eventi-verificati e' parte di questa categoria.

Sulla scheda del sito, ogni indicatore espone il timestamp dell'ultima fonte utile. Questo serve a due cose: rendere visibile quando un indicatore e' "vecchio" (e quindi pesa meno nel giudizio operativo del funzionario), e permettere la verifica indipendente del dato risalendo alla fonte pubblica.

Cosa l'indice NON misura

Per ogni categoria positiva sopra, c'e' un controaltare che va dichiarato. Le cose che il punteggio non include sono importanti almeno quanto quelle che include.

  • Non misura il rischio per le persone. Misura il rischio del sito come oggetto fisico. La vulnerabilita' della popolazione esposta (numero di residenti nella fascia di pericolo, eta', accessibilita' delle vie di evacuazione) non entra nel punteggio. E' una scelta deliberata: la vulnerabilita' e' competenza dell'ente che presidia il territorio e dipende da informazioni che non sono pubbliche o non sono nostre.

  • Non sostituisce il sopralluogo. Un geologo che conosce il versante da dieci anni vede cose che un'osservazione satellitare non vede mai — fessurazioni di una decina di centimetri, perdite di acqua dal piede del versante, segnali deboli nelle infrastrutture vicine. L'indice e' un complemento al sopralluogo, non un sostituto.

  • Non emette ordinanze. Un'allerta su Grumbo non e' un'ordinanza di evacuazione, una chiusura di strada, un blocco di una linea ferroviaria. E' un segnale che l'ente competente legge e decide cosa farne all'interno del proprio workflow autorizzativo.

  • Non sostituisce il sistema nazionale. In Italia, l'allerta meteorologica e' competenza della Protezione Civile tramite i Centri Funzionali, su zone di allerta di centinaia di chilometri quadrati. Grumbo non opera a quella scala — opera sul singolo sito. La combinazione corretta e' "allerta nazionale + Grumbo sui siti prioritari", non "Grumbo al posto dell'allerta nazionale".

  • Non sa di cosa non ha dati. Se un sito non ha copertura SAR nell'intervallo precedente l'evento, l'indice non puo' generare un segnale satellitare anche se sotto la superficie sta succedendo qualcosa. Lo abbiamo descritto in dettaglio nell'analisi dei falsi negativi sulla dashboard pubblica eventi verificati: il modello non rileva il 100% degli eventi, ne' su Grumbo ne' su nessun'altra piattaforma del settore.

Questa onesta' non e' un compromesso commerciale. E' la sola posizione difendibile davanti a un acquirente istituzionale che deve rispondere di una scelta tecnologica davanti a un prefetto, a un consiglio provinciale, a un magistrato in caso di evento. Promettere meno e mostrare i limiti — inclusi i falsi negativi — produce un prodotto piu' utilizzabile in contesti regolati di quanto faccia un claim di "precisione X%" non verificabile.

A chi serve sapere come e' fatto il punteggio

Tre profili di utente trovano valore in questa apertura della scatola:

  • Funzionari di Protezione Civile regionale, di Autorita' di bacino, di Agenzie ambientali. Sapere su che dati pubblici poggia l'indice consente loro di motivare l'utilizzo dello strumento in catena gerarchica, e di intervenire in calibrazione quando le soglie operative del proprio territorio differiscono da quelle generiche.

  • Tecnici di gestori di infrastrutture esposte — autostrade, ferrovie, distributori di energia, acquedotti. Conoscere il peso delle categorie significa sapere quale alert e' di tipo idraulico (pioggia trigger), quale e' geotecnico (deformazione persistente), quale e' di copertura (cambi morfologici recenti) — e quindi a chi internamente girare la notifica.

  • Acquirenti istituzionali in fase di valutazione vendor. Una piattaforma che pubblica come e' fatto il proprio punteggio si distingue, nel settore climate-risk, da una piattaforma che lo espone solo come black box. La differenza non e' filosofica: nei capitolati di procurement pubblici, la replicabilita' del metodo entra come requisito.

Lo stato attuale

L'indice di rischio di Grumbo e' in produzione sul set di siti dimostrativi della piattaforma e in fase di rifinitura pre-pilota sui siti dei primi enti partner. La calibrazione delle categorie e dei pesi e' parte del workflow di onboarding di ogni nuovo sito: i pesi generici non vanno mai bene fuori dalla scatola, e questo lo sappiamo dall'inizio.

Se lavori in una struttura di Protezione Civile regionale, in un'Autorita' di bacino distrettuale, in un'agenzia ambientale, in un gestore di reti esposte o in una compagnia assicurativa con portafogli geografici a rischio idrogeologico, e vuoi vedere come si comporterebbe l'indice su un sito che gia' presidi: scrivici. Il modulo di contatto e' il punto di ingresso per pilota o demo su siti di tuo interesse.

E se prima di parlare vuoi farti un'idea di come il modello si comporta sul mondo reale, inclusi i casi in cui ha fallito, /eventi-verificati e' la dashboard pubblica dove pubblichiamo predizioni corrette, sorveglianza attiva senza anticipo sufficiente, e falsi negativi.

Fonti


Versione LinkedIn (copia-incolla)

Il punteggio 0-1 di Grumbo e' la cosa piu' visibile della dashboard. Ed e' inevitabile che venga letta come "il rischio del sito".

Non lo e'.

E' una sintesi numerica ripetibile di dati pubblici, esposta nella forma che serve a un funzionario per decidere se quel sito merita attenzione nelle prossime ore.

Abbiamo appena pubblicato un articolo che apre la scatola, riga per riga. Cosa entra nel punteggio, con quali pesi, e — sopratutto — cosa NON misura.

Le quattro categorie che compongono l'indice:

1. Telemetria satellitare — Sentinel-1 (radar SAR, deformazioni mm/anno via InSAR, rivisita 6-12 giorni) + Sentinel-2 (ottico multispettrale 10m, cambi copertura suolo). Fonte Copernicus, dati aperti.

2. Meteo — Open-Meteo. Pluviometria su finestre brevi (6/24/72h) e accumulato di precondizionamento (30-90 giorni). La stessa pioggia ha significati diversi su un versante gia' saturo o arrivato secco.

3. Territorio — pendenza, litologia, copertura suolo da Copernicus Land + IFFI ISPRA per i siti italiani. Una predisposizione strutturale, mai un'allerta da sola.

4. Storia eventi — eventi pregressi documentati sul sito. Entra come moltiplicatore di confidenza.

Le bande di stato (Sicuro/Sorveglianza/Attenzione/Allerta) sono ricalibrate sito per sito. Un sito con baseline a 0.50 non puo' usare la stessa soglia di un sito a 0.15 — la prima scatterebbe sempre, la seconda mai.

Cosa l'indice NON fa, dichiarato esplicitamente:

— non misura il rischio per le persone, misura il rischio del sito come oggetto fisico — non sostituisce il sopralluogo del geologo — non emette ordinanze — non sostituisce il sistema nazionale di allerta — opera sotto, a scala di sito — non sa di cosa non ha dati: se Sentinel-1 non passa nei giorni prima dell'evento, l'indice non vede

Quest'ultima e' la principale causa di falsi negativi documentata sulla nostra dashboard pubblica /eventi-verificati. La pubblichiamo perche' nel climate-risk un acquirente istituzionale deve rispondere di una scelta tecnologica davanti a un prefetto. Promettere meno e mostrare i limiti — inclusi i miss — produce un prodotto piu' utilizzabile di un claim di "precisione X%" non verificabile.

Articolo completo: https://www.ignicraft.com/it/giornale/grumbo-indice-rischio-anatomia-punteggio-driver

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